CHIARA BORSI |
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Nata a Sarzana il 28 giugno 1960, città dove vive e lavora. "Chiara Borsi bene si colloca lungo la linea delle pittrici votate all'immagine, con naturale ed esplicita propensione, disposta ad accoglierne per intero tutte le suggestioni. E questo è avvenuto fin dagli esordi ove a prevalere era una “visione” più lenticolare, più attenta al particolare, alla descrizione degli oggetti, alla loro verosimiglianza. Senza debito alcuno da pagare alle “Avanguardie”, ma non per questo immemore dei suoi linguaggi e dei suoi esiti. Il tempo poi l'ha portata ad una visione più di sintesi, articolata e strutturata da pochi e funzionali elementi variamente e sapientemente modulati. Attratta prevalentemente dalle “immagini”, quindi, che la circondano, nella sua casa di campagna, ad esempio, appartata e silenziosa, immersa nel verde delle colline sarzanesi, appena fuori città, verso il “belvedere”. Quasi una scelta predestinata e necessaria alla sua pittura, del resto il paesaggio sarzanese è quello che lei più ama e privilegia. Siano essi oggetti di uso comune per i quali a prevalere è il sentimento della quotidianità, trattati e restituiti con una pittura schiva, senza orpelli, tutta giocata su di una limitata gamma di tonalità tenute basse, quasi il suo fosse un parlare sottovoce per una una maggiore e più partecipe comprensione tra sé e le cose rappresentate. Pochi “oggetti” dicevo, ma anche “figure”, spesso se non esclusivamente se stessa, impietosamente indagata, messa a nudo nella pelle e nell'anima ove a prevalere, in questi casi, è una pittura dalle tonalità fredde, quasi livide, testimonianza di una sorta di sottile, corrosivo, anche disagevole intimismo. E' in queste immagini, a volte inquietanti, di se stessa, che si avvertono più scopertamente i rimandi ad una “visione” più attenta alla “contemporaneità”. Per quel tanto di sorprendente che riesce a dare alle stesse: un taglio repentino, perentorio, inequivocabile, certamente inatteso. |
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