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ANDREA CARELLA

Nato a Foggia il 1° Agosto 1975, è residente a Castelnuovo Magra (SP).

"In questi dipinti Andrea Carella ci offre momenti di sguardo in cui I'ordinario e il quotidiano si fanno rappresentazione del suo sentire e della sua continua ricerca di senso. Egli penetra nell'esperienza quotidiana cogliendovi riflessi del proprio interno, corrispondenti a stati d'animo e domande profonde; rendendo così luoghi e oggetti familiari, paesaggi interni ed esterni allo stesso tempo. I suoi lavori, infatti, evocono la particolare relazione che di volta in volta lo sguardo ‘retrostante', parte essenziale di queste visioni, intrattiene con “Ie cose e i luoghi” che incontra come rilevanti. Le prime opere sono cariche di una particolare tensione emotiva, ravvisabile nell'immediatezza espressiva che Ie caratterizza. Questa sembra derivare dalla necessità di rendere visioni Ie parti più nascoste e Ie domande che iI soggetto sente nel suo intimo e nel suo confronto con la realtà che lo circonda. Essa appare talvolta insensata e vuota, immersa nel puro tedio (Lenticchie verdi; Bottiglia e finestra); talvolta schiacciante senza altra possibilità se non quella di affogare in essa (Vino e OCB); talvolta oppressiva (Bugia).
Con “6:39” ha inizio una fase in cui la raffigurazione del reale, che si fa più precisa, sembra essere I'espressione di una diversa e più ampia condizione di coscienza. Oggetti e luoghi in questi dipinti abitano una dimensione della realtà lontana dol quotidiano rapportarsi 25 dell'uomo ad essi come strumenti e luoghi del suo agire. Le opere di questa fase sono I'espressione grafica e simbolica di uno sguardo che si è come Iiberato dalle abitudini percettive, che mettendo tra parentesi il comune e ordinario senso è in grade di cogliere nel sempre visto e nel familiare iI suo “essere proprio quel qualcosa”, la nonscontatezza dell'esistenza. E, infatti, sagome di legno e ferro, vecchi arnesi, oggetti abbandonati, che evocano la finitezza e la temporalità dell'esserci, appaiono al pittore come:”[...] incantesimi che mi costringono a fermarmi e a dipingere”. Con “II ballo del nano e della gigantessa” Andrea Carella da' inizio ad una nuova ricerca che ha come oggetto d'indagine la ricchezza della dimensione del sogno, dei suoi simboli ed iI tentativo di rappresentarla in maniera realistica." Antonella Perrone

Ha partecipato all'edizione:

2009


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